Analisi degli utenti online

Tutti gli utenti online devono essere prima coinvolti emotivamente per attivarsi!

azioni utenti online

Tutto scontato e banale, ma alla fine in pochi analizzano le statistiche o flusso del traffico e molti si limitano solo a mettere online un sito internet aspettando che gli utenti arrivino. Solo perchè abbiamo un sito o che si facciano vedere o sentire in qualche modo.

E anche chi si occupa di SEO deve saper ottimizzare un sito web pensando agli utenti e non può farlo solo pensando a Google. Se perdiamo di vista i nostri utenti che arrivano sul nostro sito, forse diventeremo interessanti per il motore di ricerca, ma spesso dimenticati dagli utenti.

Tutti gli utenti non sono spettatori passivi, come quelli che guardano la TV con in mano un telecomando. Tutti gli utenti online sono attivi anche quando non ce ne accorgiamo. Il fatto di aprire un sito e chiuderlo o navigarlo sono azioni che gli utenti scelgono di fare in ogni caso.

Se prevediamo tutte le possibili azioni degli utenti o riusciamo a trattenerli nel nostro sito con lo scopo di invitarli a compiere un azione, che può anche essere quella di fargli iscrivere alla newsletter o commentare un nostro articolo, condividerlo o salvarlo nei preferiti.

Tra le azioni più frequenti c'è quella di uscire dal sito senza farci più ritorno! E questo lo confermano molte statistiche, quindi un utente nuovo se catturato con un email o commento, diventa un utente sempre recuperabile a cui inviare aggiornamenti o rispondere.


Tutti gli utenti online compiono delle azioni

Tutto questo discorso riguarda anche la User Experience ma in questo caso biosgna partire dalle analisi statistiche e monitoraggio per capire le azioni e comportamento degli utenti online.

I miei dati sono basati sulle statistiche di Google Analytics alla prima visita (arrotondati) considerando un panel di circa 1.000.000 di utenti nel periodo di 12 mesi. Ho analizzato il flusso del traffico, le pagine di entrata o uscita e conversioni di alcuni ecommerce che ho monitorato.

In base agli obiettivi di un sito internet ci sono azioni trascurabili e altre importanti che se non avete previsto o immaginato non andrete mai a considerare. Inoltre, serve la giusta call-to-action che spinge l'utente a fare qualcosa subito.

Non basta solo interessare il lettore, perchè bisogna ottimizzare su quali azioni deve fare o quale persorso logico seguire, anche durante l'arco di più visite. In ogni caso, saranno quasi sempre gli utenti di ritorno che faranno le azioni più importanti, esempio concludere un acquisto online.


Solo 10 secondi di tempo per vendere online!

L'azione meno frequente (1%) in molti siti Ecommerce analizzati è proprio quella di acquistare un prodotto online (con pagamento anticipato) anche se questa alla fine è l'azione più importante, risulta la meno frequente in quanto la più impegnativa per qualsiasi utente.

Tutti gli esperti dicono che abbiamo 10 secondi per vendere online, iniziando dal momento in cui un utente clicca un risultato di ricerca o un link o immagine, oltre alla velocità di apertura per gli utenti è importante ricevere un feedback immediato cliccando su qualcosa.

Fin dalla prima visita bisogna richiedere agli utenti un'azione e cercare sempre di prevedere il loro comportamento, analizzando il flusso del traffico, origine delle visite o pagine di entrata e di uscita, tempi di permanenza, frequenza di rimbalzo e canalizzazione.

In sintesi, analizzare quali azioni fanno gli utenti serve a ottimizzare un percorso di conversione all'acquisto o contatto. Lo studio del comportamento online serve ad aumentare le vendite, senza giocare a indovinare o fare continui test perdendo tempo e denaro.

Io sono in grado di fare analisi comportamentale e realizzare un identikit degli utenti online.

20-11-2016 © Carmelo Raccioppi