Cambiare logo aziendale: ecco perché farlo 

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Il logo serve ad un’azienda per poter comunicare: in alcuni campi la comunicazione è davvero tutto. Tuttavia qualche volta è necessario dare una svolta agli strumenti comunicativi dell’azienda, incluso il logo dell’azienda in questione. Quando si parla di logo si fa riferimento ad un elemento fondamentale della c.d. brand identity.

Il logo è quindi qualcosa di immediatamente riconoscibile, di fondamentale all’interno di un procedimento creativo, ma può anche aver bisogno di essere cambiato. In questo caso si parla di rebranding. Il rebranding, come ci spiega Marco Sarracino di gutflg.com, esperto del restayling del logo aziendale, consiste in un procedimento di rinnovamento del brand di una azienda, ovvero dell’immagine coordinata aziendale. Si tratta di un procedimento creativo che spesso include anche il cambiamento del logo o del font del nome dell’azienda e del prodotto, quindi può essere più o meno approfondito a seconda delle esigenze aziendali.

Il rebranding quindi coinvolge spesso e volentieri il logo aziendale, in sostanza tutte quelle volte che un logo, così come è, non funziona. Cambiare logo dipende anche dal settore di mercato di riferimento, in alcuni settori il cambiamento è un fatto positivo, in altri invece ad essere positiva è la dinamicità. Tuttavia il cambiamento del logo deve essere sempre studiato molto bene soprattutto se coinvolge un’azienda molto grande o una banca. In settori che cambiano spesso, come quelli della moda o della musica o media, i cambiamenti dei loghi sono meglio accetti e meno complessi.

Insomma, prima di procedere ad ogni tipo di rebranding, è necessario chiedersi se sia davvero necessario e soprattutto quale sia il proprio mercato di riferimento.

Prima di fare rebranding

Cambiare logo non è qualcosa che si fa dalla mattina alla sera. Prima di tutto è necessario analizzare il mercato e le opportunità, la concorrenza, le minacce e fare un accurato confronto fra i concorrenti. Il rebranding infatti deve essere indirizzato verso una certa direzione strategica di miglioramento.

Poi si può passare al concept, l’individuazione del gran concept, che consiste in una linea guida che permette di disegnare la grafica nuova del marchio. Infine è anche necessario lavorare sulla brand identity, quindi bisogna costruire il linguaggio visivo e testuale del nuovo brand in maniera coerente con il concept. Bisogna anche creare volantini, pubblicità e via dicendo sempre adeguate rispetto alle esigenze aziendali.

Cambiare logo: perché?

Ma cambiare logo in fondo conviene? Ovviamente prima di cominciare un’operazione di rebranding è necessario domandarsi se effettivamente vi sia la necessità di cambiare logo. In alcuni casi ciò avviene perché, ad esempio,

  • il logo aziendale è ormai datato e fuori moda. C’è poco da fare, lo stile e la grafica si evolvono e se un logo è rimasto molto indietro rischia di non essere più attraente. In questi casi è importante pensare seriamente di modificare il logo aziendale per poter dare una svolta in senso grafico. Oppure perché il logo è legato ad una cattiva reputazione dalla quale ci si vuole ripulire e quindi ci si affida ad un’immagine completamente nuova.
  • Per un totale riposizionamento sul mercato. Se l’azienda vuole mutare del tutto l’approccio aziendale perché per esempio si vuole aprire ed espandere anche in altri paesi, o perché vuole ampliare la sua forbice di mercato, allora è spesso necessario intervenire anche sul logo.
  • Perché si è proceduto a scissioni o fusioni o acquisizioni. Quando due o più società si fondono, o si scindono, a volte cambiano anche le denominazioni e di conseguenza anche i loghi si adeguano. La storia è piena di casi in cui c’è stato bisogno del rebranding in caso di separazioni o di fusioni.